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La povera Cecilia

giovedì 1 gennaio 1970

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Il canto è presente, con diverse versioni testuali e musicali, in molte regioni italiane, in particolare del centro-Nord; si tratta sostanzialmente di varianti di una ballata, "Cecilia", dalla raccolta di Costantino Nigra (Nigra 3).

La nostra interpretazione è basata su una versione romana, con alcune nostre interpolazioni.

In effetti "La povera Cecilia", insieme a "La pesca dell’anello", è la ballata più diffusa in Italia.
Si tratta di un canto tradizionale popolare che è andato via via modificandosi all’interno dei molti contesti storici, geografici e antropologici in cui si è tramandato, dei quali porta, nelle sue numerose varianti, le tracce. Vi sono chiari collegamenti di Cecilia con la tradizione letteraria più elevata (la trama ricorda in qualche modo quella della "Tosca", l’opera di Puccini tratta dalla commedia di Victorien Sardou, e persistenti sono i tratti comuni con “Measure of Measure” di Shakespeare). Ciò a riprova della distanza spesso sottile che separa la musica popolare da quella colta e dalla letteratura, con continue contaminazioni ed influenze reciproche.

Versione lombarda :

La povera Cecilia la gà èl marì in prigion
la cerca il capitano e la trova il colonel
la cerca il capitano e la trova il colonel

Ailu sior colonnello ‘na grazia èl gà dè fam
me gò ‘l marì in prigione ma lu ‘l gà da liberal
me gò ‘l marì in prigione ma lu ‘l gà da liberal

La grazia sarà fatta se verrai a dormir con me
content il marito e istassera sarò ché
content il marito e istassera sarò ché

A mezzanotte in punto Cecilia dà un sospir
la s’era insugnada ch’era mort èl so marì
la s’era insugnada ch’era mort èl so marì

A la matin bonora Cecilia la va al balcon
la trova èl so marito con la testa in pindulon
la trova èl so marito con la testa in pindulon

Vigliac dèn colonnello stavolta èl mà tradit
èl m’à levat l’onore e la testa a mè marit
èl m’à levat l’onore e la testa a mè marit


Il testo da noi interpretato è quello della versione romana :

La povera Cecilia ha perzo er su’ marito
jel’han messo ’n priggione, lo vonno fa’ mori’
Sarve sor capitano, ’na grazia vo’ da te
la grazia è bell’e fatta, venghi a dormi’ co’ mme
Quanno che fu a la matina s’affaccia allu barcone
e vede er su’ marito che stava a pennolone
Grazie sor capitano, m’avete ben tradita
a me torto l’onore, la vita ar mi’ marito.
Zitta Cecilia zitta, nun parla’ male de me
sinnò le carceri scure io te farò vede’
Sì sì le vojo vedere, sì sì le vederò
Cecilia cava lo spillo, e er capita’ ammazzò.
Pija la rocca e er fuso, e mettete a fila’
la povera Cecilia a San Michele va.
La povera Cecilia a San Michele va.

Traduzione

La povera Cecilia ha perso suo marito
Glielo hanno messo in prigione, lo vogliono far morire
Salve signor capitano, una grazia voglio da te
la grazia è bell’e fatta, vieni a dormire con me
Quando fu mattina si affaccia al balcone
e vede suo marito che stava a penzoloni.
Grazie signor capitano, m’avete ben tradita
a me tolto l’onore, la vita a mio marito.
Zitta Cecilia zitta, non parlare male di me
sennò le carceri scure io ti farò vedere
Sì sì le voglio vedere, sì sì le vedrò
Cecilia estrae lo spillo, e il capitano ammazzò.
Prendi la rocca e il fuso, e mettiti a filare
la povera Cecilia a San Michele va.
La povera Cecilia a San Michele va.

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