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A diosa (La déa)

domenica 17 aprile 2016

Estratto dal DVD "Live in Brussels"
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A Diosa, meglio conosciuta come "No potho reposare" (l’incipit del testo), è una canzone d’autore, scritta nel 1920 dal compositore Giuseppe Rachel sulle parole della omonima poesia, scritta qualche anno prima da Salvatore Sini. La genesi è quindi perfettamente analoga a quella della siciliana "E vui durmite ancora", presente nel nostro primo CD "Fiori di zucca".

Questa canzone, al pari ad esempio di "Vola vola vola" per l’Abruzzo, è diventata di fatto una sorta di inno ufficiale della Sardegna. È stata inoltre, in particolare, un cavallo di battaglia di Andrea Parodi, che l’ha eseguita tra l’altro in duetto con Maria Carta, nonché nell’ultimo suo concerto, ormai visibilmente malato e prossimo alla fine. La prima incisione su disco è del 1936; ad essa sono seguite innumerevoli altre, da parte di moltissimi cantanti, gruppi musicali e cori.

La versione che noi abbiamo adottata è essenzialmente quella classica di Maria Carta; sono tre strofe in tutto, mentre l’originale (o forse bisognerebbe dire "gli originali") ne comportano molte di più.


Testo:

No potho reposare amore e coro
pensende a tie so donzi momentu
no istes in tristura prenda ’e oro
nè in dispïaghere o pensamentu.
T’assiguro ch’i tue solu bramo
ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo.

Si m’essere possibile de anghelu
s’ispiritu invisibile piccabo
sas formas(a) e furabo dae chelu
su sole sos isteddos e formavo
unu mundu bellissimu pro tene
pro poder dispensare dale pene.

Ojos tristos cun delicios e ammentos
che umbras mi lassades su manzanu
preguntende a dogni coro amadu
a immagine chi si formant in beru
si idu an’in su mundu tantu amore
ca amare tantu est sì tantu dolore.

Si idu an’in su mundu tantu amore
ca amare tantu est sì tantu dolore.

Traduzione:

Non posso riposare, amore e cuore
sto pensando a te ogni momento.
Non essere triste, gioiello d’oro
né in dispiacere o in pensiero.
Ti assicuro che desidero solo te
che t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo.

Se mi fosse possibile, d’angelo
di spirito invisibile prenderei le forme;
ruberei dal cielo il sole e le stelle
e formerei un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.

Occhi tristi, con ricordi deliziosi
come ombre che scompaiono al mattino
come immagini che diventano realtà,
chiederei ad ogni cuore innamorato
se hanno visto al mondo tanto amore,
perché tanto amare provoca tanto dolore?

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