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Mamma non mi manda’ (Mamma non mi mandare)

domenica 17 aprile 2016

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Canto tradizionale toscano dell’800; si tratta di stornelli che venivano intonati in coro dalle giovani lavoratrici nel Padule di Fucecchio, durante la raccolta del sarello. Si parla in sostanza delle tentazioni e le insidie a cui potevano trovarsi esposte le giovani ragazze addette a quei lavori.

Il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna italiana, sul confine tra le province di Pistoia e Firenze. Il sarello è un’erba alta da intrecciare per fasciare fiaschi, damigiane etc., o per impagliare le sedie.

La "fornacina" della seconda strofa può forse riferirsi ad una fabbrica di fiaschi o altro, dove arrivava il sarello per la fasciatura esterna.

Il canto è stato ritrovato e interpretato, tra gli altri, da Caterina Bueno, una delle più valide cantanti e ricercatrici musicali della Toscana; sua è la "scoperta" della famosa "Maremma amara".

Il testo è in larga parte coincidente a quello de "Il Fornacione", un canto reso noto da Dodi Moscati, un’altra importante cantante popolare toscana, mentre la musica è diversa.


Testo:

Mammà non mi mandà fori la sera,
so piccolina e nun mi so abbadare,
c’è i giovinotti fori di maniera,
noiosi, mi vorrebbero bacia-a-re.

E quando vedo te,
io chiudo gli occhi per non ti vedè,
e quando ti vedo là
io chiudo gli occhi per non ti guardà.

Mammà, non mi mandà alla fornacina,
ce l’hanno costruiti tre cancelli:
quello di mezzo ci passa i’padrone,
quelli alla proda i giovanotti belli.

E quando vedo te, etc.

Mammà, non mi mandare a Lamporecchio,
perché ce n’è di Stabbia e del Padule,
mi dican le cosine in un orecchio,
le man voglian tenè sott’a ’i grembiule.

E quando vedo te, etc.

Mammà, non mi mandà fori la sera,
so piccolina e nun mi so abbadare,
se putacaso trovo un militare,
o mamma, mi potrebbe rovinare.

E quando vedo te, etc.

O mamma, mamma nun la rigirare
col dirmi : "Devi fare, ’un devi fare".
Nun me lo dire più: "Lavora bimba!"
So’ piccolina e là gioco alla donna.

E quando vedo te, etc.

Traduzione:

Mamma non mi mandare fuori la sera,
son piccolina e non so badare a me stessa,
fuori ci sono i giovanotti galanti,
noiosi, vorrebbero baciarmi.

Rit.: E quando vedo te io chiudo gli occhi per non vederti,
E quando ti vedo là io chiudo gli occhi per non guardarti.

Mamma non mandarmi alla fornace,
ci hanno costruito tre cancelli:
per quello di mezzo ci passa il padrone,
per gli altri due i giovanotti belli.

Rit.

Mamma non mandarmi a Lamporecchio,
perché c’è gente di Stabbia e del Padule,
mi dicono cosine in un orecchio,
e vogliono mettere le mani sotto al mio grembiule.

Rit.

Mamma non mi mandare fuori la sera,
son piccolina e non so badare a me stessa,
se per caso trovo un militare,
o mamma, mi potrebbe rovinare.

Rit.

O mamma, mamma, non insistere
a dirmi "devi fare, non devi fare".
Non dirmelo più "lavora bambina!":
son piccolina ma ormai gioco a far la donna.

Rit.

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